Gli aspetti contabili della fidejussione e del mutuo

Ciao, in questo (e in altri articoli che pubblicherò a breve) voglio analizzare, insieme a te, i vari metodi con cui le imprese (e soprattutto le S.r.l., su cui sono focalizzato) si approvvigionano della liquidità necessaria per “foraggiare” il business in essere e permettere di investire in modo da incrementarlo.

Gli strumenti disponibili sono svariati.

Alcuni hanno dietro di sé una lunga tradizione (fidejussione, mutuo, fido, ecc.…), altri hanno un’origine più recente e nomi anglofoni (si pensi al crowdfunding, all’escrow, al factoring) ma, in sostanza, hanno tutti la medesima finalità: fornire liquidità all’azienda.

In questo articolo mi focalizzerò su due fonti di finanziamento “tradizionali”, una di breve e l’altra di lungo termine, ossia la fidejussione bancaria e il mutuo passivo.

Due forme di finanziamento a cui le S.r.l. tendono a ricorrere piuttosto spesso e che, pertanto, è importante conoscere sia a livello concettuale che a livello tecnico, di registrazione contabili.

Cominciamo con un ripasso (sintetico ma esaustivo) sulla classificazione dei finanziamenti e, poi, procediamo spediti all’obiettivo.

I finanziamenti aziendali e la loro diversa classificazione

Le società tendono a coprire in diverso modo il proprio fabbisogno finanziario, facendo ricorso a diverse forme di finanziamento.

Queste possono essere classificate in maniera diversa in base alla provenienza, al tempo, ecc.

In base alla provenienza, possiamo distinguere:

  • Finanziamenti a titolo di capitale proprio
  • Finanziamenti a titolo di capitale di prestito

Oggi concentriamo la nostra attenzione sulla seconda forma e nello specifico analizziamo i finanziamenti a titolo di capitale di prestito presenti tutte le volte in cui la società compie operazioni di provvista di capitale rivolgendosi a fonti esterne.

Queste danno vita a finanziamenti diretti o indiretti.

I finanziamenti diretti hanno per oggetto una somma di denaro che viene erogata per, poi, essere rimborsata a scadenza insieme al pagamento degli interessi.

I finanziamenti indiretti hanno per oggetto la cessione di un bene o la prestazione di un servizio.

In base alla durata distinguiamo finanziamenti:

  • A breve termine, con durata inferiore o pari ad 1 anno;
  • A lungo termine se la durata è superiore all’anno.

Vediamo ora cosa accade contabilmente tutte le volte in cui ci troviamo davanti alla rilevazione contabile di qualsiasi operazione di finanziamento a titolo di capitale di terzi e, nello specifico, diamo uno sguardo alla fidejussione e al mutuo passivo.

La rilevazione contabile della fidejussione

Prima di analizzare i suoi aspetti contabili, diamo una definizione di fidejussione riportando quanto indicato dal c.c. art. 1936:

la fidejussione è il negozio giuridico secondo il quale un soggetto, chiamato fideiussore, garantisce l’adempimento di un’obbligazione altrui obbligandosi personalmente nei confronti del creditore”.

La fidejussione rientra in quelle forme di finanziamento a breve termine tra le diverse categorie di prestiti bancari. Come ogni categoria di prestito bancario, presuppone l’esistenza di un rapporto stabile con la banca che, prima del contratto, accerta la correttezza, la solvibilità e la potenzialità economica del cliente.

È una forma di finanziamento che rientra all’interno dei crediti di firma, cioè dei finanziamenti ottenuti in seguito al rilascio di determinate garanzie. Infine, è una forma di finanziamento indiretta perché l’erogazione di denaro è eventuale e successiva all’inadempimento del soggetto al quale è stata concessa la garanzia.

Fatta questa premessa possiamo analizzare l’operazione dal punto di vista contabile.

Trattandosi di una forma di finanziamento indiretta, nel momento in cui viene concessa, non viene fatta alcuna scrittura in contabilità generale.

Per tenere memoria dell’entità della fidejussione, può essere effettuata una scrittura extra, movimentando i conti d’ordine nelle due fasi che riguardano sia l’accensione che l’estinzione della stessa.

In contabilità generale viene registrato soltanto l’addebito delle commissioni bancarie per la concessione della fidejussione.

Per meglio comprendere le scritture contabili da eseguire in questa fase possiamo contestualizzarle e vederle tramite un  semplice esempio.

“In data 10 maggio 2021 la banca X rilascia alla società XXX S.r.l. una fidejussione dell’importo di 700.000,00 € per una durata di 5 mesi, addebitando le commissioni sulle garanzie prestate per 6.500,00 €”

Ottenimento della fidejussione (conti d’ordine movimentati).

DATACONTODAREAVERE
10/05/21Fidejussioni bancarie700.000 € 
 Creditori per fidejussioni 700.000 €

Addebito commissioni bancarie per fidejussione concessa (contabilità generale).

DATACONTODAREAVERE
10/05/21Commissioni per fidejussioni 6.500 € 
 Banca c\c 6.500 €

Estinzione fidejussione (conti d’ordine movimentati).

DATACONTODAREAVERE
10/09/21Creditori per fidejussioni700.000 € 
 Fidejussioni bancarie 700.000 €

La rilevazione contabile dei mutui passivi

All’interno delle fonti di finanziamento di medio/lungo termine più utilizzate dalla società, troviamo i mutui passivi.

L’accensione di un mutuo rappresenta, per la società, una forma di finanziamento con capitale di credito a titolo onerosi e di durata pluriennale.

Si tratta di un’operazione di finanziamento in base alla quale un soggetto (la banca), concede la disponibilità, per un certo periodo di tempo, di una somma di denaro ad un altro soggetto, che si impegna a rimborsare il finanziamento aumentato della quota interessi.

Tutto questo nel rispetto dei tempi e dalle modalità stabilite.

Il mutuo può essere con o senza garanzie reali.

Nel primo caso all’erogazione del finanziamento è collegata l’iscrizione di un’ipoteca sui beni di proprietà della società.

Quali possono essere i costi relativi a questa operazione? Vediamoli subito.

  • Il tasso d’interesse determinato dal contratto;
  • Le spese notarili per la formazione dell’atto e l’iscrizione dell’ipoteca;
  • Le spese d’istruttoria sostenute dalla banca;
  • Le spese di perizia di stima del valore dell’immobile se il mutuo è ipotecario;
  • L’imposta sostitutiva pari allo 0,25% dovuta sui prestiti di durata superiore ai 18 mesi.

Essendo un vero e proprio prestito, sono previste delle modalità di rimborso.

Il mutuo può essere rimborsato in un’unica soluzione, oppure in base ad un piano che prevede la restituzione della somma erogata in rate comprensive della quota capitale ed interessi.

Le rate, inoltre, possono essere costanti o decrescenti. Le seconde, che sono anche le più utilizzate, prevedono il rimborso di quote capitali costanti e quote interessi decrescenti.

Dopo questa piccola premessa, passiamo ad inquadrare contabilmente questa tipologia di operazione nelle sue diverse fasi.

La prima rilevazione contabile viene effettuata nel momento in cui viene acceso ed erogato il prestito da parte della banca, a cui sono anche riconosciute le commissioni per l’istruttoria del fido (sono considerate delle spese accessorie).

Queste spese sono da considerarsi oneri pluriennali da ammortizzare per tutta la durata dell’operazione di finanziamento.

Per meglio comprendere, e fissare, i concetti fondamentali di questo articolo, ti contestualizzo anche questo tramite un altro semplice esempio.

“In data 10 luglio la società XYZ S.r.l. stipula un contratto di mutuo ipotecario per 70.000,00 € da rimborsare semestralmente in 6 anni, a quote capitali costanti, con un tasso di interesse del 6% su base annua. Gli oneri istruttori riconosciuti alla banca sono pari allo 0,5% del valore nominale del prestito”.

Nel momento in cui viene contratto il mutuo sorge un debito di finanziamento e, quindi, si rileva una variazione finanziaria negativa legata ad un aumento dei debiti nei confronti della banca e, contemporaneamente, una variazione finanziaria attiva rappresentata dall’entrata di mezzi monetari.

Dal punto di vista economico, poi, va rilevato anche il costo di questa operazione, ovvero gli oneri istruttori pluriennali ad esso collegati.

Tabella di calcolo.

Oneri istruttori per contrazione mutuo70.000 € x 0,5% = 350 €

Scritture contabili relative alla contrazione del mutuo.

DATACONTODAREAVERE
10/07/21Banca x c/c70.000 € 
 Mutui passivi 70.000 €
 Oneri pluriennali per contrazione mutui350 € 
 Banca x c/c 350 €

All’atto del pagamento della rata, le registrazioni in partita doppia riguardano: la quota parte di capitale rimborsato che determina una riduzione del debito di finanziamento facendo registrare una variazione finanziaria attiva.

La quota interessi che viene corrisposta come remunerazione del prestito e determina una variazione economica negativa e, naturalmente, una variazione finanziaria negativa per l’uscita monetaria rilevata sul conto corrente bancario.

Prima di procedere con la registrazione in partita doppia, occorre calcolare la rata distinguendo la quota capitale da quella interessi.

Ti ricordo una piccola formula che ti consentirà facilmente di calcolare gli interessi 😊

Interessi=(C × r ×t)/mesi

C = è il capitale ovvero l’ammontare totale del prestito;

r = è il tasso d’interesse;

t = è il tempo di durata del prestito. 

Quota capitale70.000 € /12 = 5.833 €
Interessi70.000 € x 6% x (6/12) = 2.100 €
Rata5.833 € + 2.100 € = 7.933 €

Scritture contabili relative al pagamento della rata.

DATACONTODAREAVERE
05/06/21Mutui passivi5.833 € 
 Interessi passivi su mutui2.100 € 
 Banca x c/c 7.933 €

Ricorda che alla scadenza delle diverse rate, gli interessi andranno calcolati sul debito residuo.

Conclusioni

Grazie a questo articolo hai ripassato (o hai imparato, se non sei un tecnico) le scritture contabili relative ad una forma di finanziamento di breve termine, la fidejussione bancaria ed una di medio/lungo i mutui passivi.

E, grazie agli esempi, sono certo che sarai prontissimo a registrare senza più alcun dubbio 😊.

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A presto.

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