Lavorare in armonia: perché a volte cambiamo il contabile assegnato a un cliente

Ciao, ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog Contabili Online.

Oggi voglio parlarti di un argomento che, di solito, nessuno Studio ammette apertamente.

Non tutti i rapporti professionali funzionano alla perfezione, fin da subito.

Non per incapacità.

Non per scarsa preparazione.

Semplicemente perché, a volte, due caratteri non si trovano.

Per questo, nel mio Studio, ho introdotto una novità che voglio raccontarti: se il rapporto tra cliente e contabile non funziona, cambiamo il contabile assegnato, senza che questo sia un dramma per nessuno.

Ti spiego come funziona, e perché non è affatto una bocciatura, né per il cliente, né per il collaboratore.

Se un contabile, per qualsiasi motivo, non riesce più a relazionarsi serenamente con un cliente o viceversa, se è il cliente a non trovarsi bene con un determinato contabile, possiamo cambiare l’assegnazione.

Non è più necessario “tenere duro” fino allo sfinimento, né tantomeno arrivare alla rottura del rapporto professionale.

Il cliente prosegue con lo Studio.

Cambia solo la persona che segue materialmente la sua contabilità.

Questo perché, per me, il vero valore non è il singolo collaboratore, ma il metodo dello Studio, applicabile da chiunque nel team sia formato per farlo.

C’è un aspetto di questo processo che voglio spiegarti bene, perché riguarda in modo diretto sia i clienti che i contabili che collaborano con me.

Quando un nuovo cliente entra nello Studio, non assegniamo il contabile definitivo al primo tentativo e basta.

Affianchiamo il cliente a un collaboratore e osserviamo, nelle prime settimane, come funziona il rapporto.

Un vero e proprio periodo di adattamento, pensato apposta per trovare l’abbinamento giusto tra imprenditore e contabile.

Per il cliente, questo significa una cosa semplice: avere pazienza all’inizio.

Se il primo contabile assegnato non risulta la persona giusta, magari per un tono di risposta troppo diretto, un orario di risposta che non coincide con le sue aspettative, o semplicemente per un’alchimia che non scatta, non è un problema, ed è normale che il rapporto richieda un po’ di tempo prima di trovare l’assetto corretto.

Non serve arrabbiarsi al primo intoppo: stiamo selezionando, insieme, la persona giusta per seguirlo.

Per il contabile, vale lo stesso principio.

Se un collaboratore si rende conto di non riuscire a lavorare bene con un determinato cliente, è libero di dirlo apertamente e di non seguire quell’azienda, senza che questo comporti alcuna conseguenza negativa per lui.

E se sono io, osservando il lavoro, a notare che un cliente non viene seguito con la cura necessaria, risposte che tardano, domande che restano senza seguito, provvederò a cambiare l’assegnazione, anche in questo caso senza che sia vissuta come una punizione.

L’obiettivo di questo periodo di adattamento è sempre lo stesso: arrivare a un abbinamento che funzioni bene per tutti, senza che nessuno, cliente o collaboratore, si senta forzato a una convivenza che non gli si addice.

Ti starai chiedendo perché, a volte, serva davvero cambiare persona invece di “far funzionare le cose”.

Te lo spiego.

Per anni ho pensato che, assegnato un cliente a un collaboratore preparato, il rapporto dovesse funzionare a prescindere.

Bastava saper fare contabilità, conoscere le scadenze, essere precisi.

Mi sbagliavo.

Un cliente può stimare moltissimo la competenza di un contabile e, contemporaneamente, non riuscire a relazionarsi con lui in modo sereno.

E vale anche il contrario.

Un contabile può fare un lavoro impeccabile e, nonostante questo, sentirsi in difficoltà con un determinato cliente, magari perché lo percepisce invadente, oppure un po’ aggressivo nell’interagire, o diffidente senza motivo.

Non è colpa di nessuno.

È semplicemente incompatibilità caratteriale.

E fingere che non esista, imponendo la convivenza forzata, alla lunga danneggia sia il cliente che il collaboratore, sia il rapporto di lavoro nel suo complesso.

Un paio di esempi concreti, che ho osservato realmente nel mio Studio:

  • Il cliente ansioso e il contabile sintetico

C’è chi ha bisogno di essere rassicurato continuamente, scrive fuori orario, rilegge tre volte ogni risposta.

 E c’è chi, per indole, va dritto al punto e risponde in poche righe.

Preso singolarmente, nessuno dei due sbaglia.

Insieme, il primo si sente trascurato e il secondo si sente sotto assedio.

  • Il cliente informale e il contabile molto formale

C’è chi vuole un rapporto quasi amichevole, fatto di battute e confidenza.

E c’è chi preferisce mantenere sempre un registro professionale distaccato.

Insieme, possono generare una sensazione di distanza, da un lato, o di eccessiva disinvoltura, dall’altro.

Non ti sto riportando questo per etichettare nessuno, ma per farti capire che l’incompatibilità caratteriale è un fenomeno reale, frequente, e va gestito, non negato.

So che questa novità può spaventare un po’ chi comincia a collaborare con me.

Il pensiero “se sto sulle scatole a un cliente mi tolgono l’incarico” è comprensibile, ma sbagliato.

Non stiamo parlando di una sanzione per un errore commesso.

Stiamo parlando di un riequilibrio, pensato per il benessere di tutti: del cliente, del collaboratore, e in ultima analisi anche dello Studio, che ci guadagna in serenità e continuità del rapporto.

Un collaboratore che non si trova bene con un cliente specifico può essere perfetto per altri dieci clienti diversi.

Un cliente che non si trova bene con un contabile specifico può trovare in un altro collaboratore dello Studio la persona giusta.

Va da sé che questo richiede, da parte di chi collabora con me, una qualità che considero fondamentale: la maturità di comunicare in modo trasparente quando qualcosa non funziona, invece di subire in silenzio fino al malumore cronico.

Lavorare in armonia non significa che tutti debbano andare d’accordo con tutti a ogni costo.

Significa riconoscere, con onestà, quando un abbinamento non funziona, e avere gli strumenti per correggerlo senza drammi.

Ed ora, come sempre, ti ricordo che collaborare con successo nel mio Studio richiede una combinazione di caratteristiche personali, conoscenze tecniche, motivazione, capacità di autogestione e grande capacità di collaborazione.

Se pensi di avere queste caratteristiche, non esitare a propormi la tua collaborazione.

A questo punto desidero ricordarti che, nel mio Studio, anche chi non ha una formazione tecnica può collaborare con noi.

Per questo ti invito a candidarti: attività come la stesura di articoli, che richiedono impegno e attenzione, ma non una preparazione tecnica specialistica, possono comunque offrirti l’opportunità di entrare a far parte del team.

È, però, fondamentale possedere una base solida e disporre di informazioni sempre aggiornate.

Se vuoi rimanere in contatto con me per sapere quali settori nella mia azienda sono disponibili, e per provare un test di collaborazione, puoi iscriverti al blog compilando il form qui in basso.

Verrai aggiornato ogni settimana riguardo agli sviluppi del mio metodo di lavoro e sarai a conoscenza delle opportunità di collaborazione con noi.

Scaricando il manuale gratuito che trovi in questo blog, riceverai ulteriori informazioni per comprendere come gestiremo l’evoluzione del nostro rapporto professionale.

Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti, scrivimi all’indirizzo info@contabilionline.com

A presto!

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