Inizio anno: la check list delle operazioni da fare 1): Studio/Cliente

Ti do il benvenuto in questo nuovo articolo del blog Contabili Online per affrontare un altro argomento che è indispensabile approfondire in questi giorni per evitare di complicare il lavoro e — complicarlo ai clienti.

Gennaio è un mese di buoni propositi, di pianificazione, di budgeting, di piani.

Ma, gennaio è anche il mese in cui è necessario decidere l’impostazione fiscale dell’anno appena cominciato.

Scelta importante, perché vincola per un periodo più lungo dell’anno stesso.

Mi riferisco a:

-contabilità: semplificata oppure ordinaria,

-regime IVA trimestrale o mensile,

-regime IVA ordinario o per cassa,

-regime di trasparenza,

-varie ed eventuali 😊. Vediamo insieme, quando è libera scelta dei clienti e quando la decisione è presa dal Fisco, come e cosa comunicare ai clienti.

Sapete che sono focalizzato sulle S.r.l. e che le S.r.l. hanno necessariamente una contabilità ordinaria.

Ma, essere focalizzato non significa sbattere la porta in faccia ai clienti che gestiscono il proprio business con una ditta individuale o una società di persone, con l’obiettivo di creare, nel futuro, una società a responsabilità limitata.

Spesso queste realtà vengono gestite con una contabilità semplificata.

È necessario passare ad una contabilità ordinaria in due casi:

  • se vengono oltrepassati i limiti dimensionali previsti dal Fisco nel TUIR per la permanenza del regime semplificato (prestazioni di servizi oltre i 500.000 € che aumentano a 800.000 € in caso di altre attività);
  • se la contabilità semplificata viene percepita, dagli imprenditori, come un qualcosa di non più adatto alle risposte che si vogliono avere dal bilancio.

Cosa fare in questi casi:

Nel primo caso, va ovviamente avvisato il cliente argomentando l’accaduto e spiegando, in modo puntuale, cosa comporta il passaggio.

Nel secondo caso, trattandosi di scelta consapevole del cliente, occorre spiegare bene cosa comporta questo passaggio.

Passaggio che non è MAI una passeggiata ed in cui il contributo del cliente è necessario.

Occorre ricostruire nel modo più preciso possibile tutto ciò che è fondamentale registrare in contabilità ordinaria, ad inizio anno, e di cui non si ha traccia.

Mi riferisco a:

Crediti verso clienti

Debiti verso fornitori

Saldo CC

Residuo quota capitale di eventuali mutui, prestiti ecc.

Debiti/Crediti fiscali e contributivi

Debiti/crediti di altra natura

Ecc.

Ciò che è fondamentale è che il cliente abbia ben chiaro due concetti:

  1. la scelta vincola per un triennio
  2. la collaborazione non finisce fornendo le informazioni sopra riportate, ma deve proseguire, mensilmente, con la messa a disposizione di tutte le informazioni e tutti i documenti che il commercialista ed il suo staff non possono acquisire in modo autonomo dai cassetti.

Anche in questo caso occorre distinguere due casi:

  1. il cliente in regime IVA trimestrale DEVE passare al regime IVA mensile
  2. il cliente in regime IVA trimestrale VUOLE passare al regime IVA mensile o trimestrale.

Il primo caso si realizza quando, nell’anno solare precedente, il volume di affari supera 700.000 € per le prestazioni di servizi e 1.000.000 di euro negli altri casi.

Cosa fare?

Come nel caso precedente, nel primo caso bisogna prontamente avvisare il cliente fornendogli le spiegazioni numeriche dell’accaduto e spiegando pro e contro del passaggio al regime di liquidazione mensile.

Pro: non viene più applicato il tasso di interesse dell’1%

Contro: l’IVA a debito deve essere versata entro il giorno 16 (o il 17/18 se il 16 è festivo) del mese successivo.

Pro e contro vanno spiegati anche a chi, volontariamente, senza essere obbligato, decide di passare al regime di liquidazione mensile, ma anche a chi vuole passare dal regime IVA mensile a quello trimestrale (soprattutto quando la motivazione è lo spostare il più possibile la data di versamento dell’IVA, nei casi in cui, non incassando le fatture in modo rapido, teme di andare in crisi di liquidità anticipando l’IVA allo Stato).

Ps. Ricordatevi sempre di riferire al cliente che, in caso di opzione e non di obbligo di legge, il passaggio (volontario) da IVA mensile a trimestrale vincola per 3 anni, mentre il passaggio da IVA trimestrale a mensile è sempre revocabile l’anno successivo.

È fondamentale che, in entrambi i casi, i clienti abbiano lo scenario ben chiaro in modo che gli si possa dettagliare il meccanismo alla base del regime IVA “per cassa”.

Come ben sapete, con il regime ordinario l’IVA esposta nelle fatture di acquisto e vendita confluisce nella liquidazione indipendentemente dal fatto che la stessa sia stata pagata al fornitore o incassata dal cliente, mentre nel regime “per cassa” l’IVA sugli acquisti viene conteggiata solo nel mese/trimestre in cui la fattura è stata pagata e l’IVA sulle vendite viene conteggiata solo nel mese/trimestre in cui la fattura viene pagata (le fatture non pagate/non incassate decorso un anno vengono poi comunque conteggiate, ma questo è un altro argomento su cui, poi, tornerò in altri articoli).

A questo punto quali considerazioni occorre fare, con il cliente?

Riferire alcuni aspetti fondamentali, in modo che il convincimento del passaggio a questo regime sia effettivamente consapevole, a 360 gradi.

  1. Il regime per cassa, in caso di contabilità trimestrale, è effettivamente utile solo se il cliente concede, ai propri clienti, piani di pagamento molto lunghi. Per esempio, per una fattura emessa a marzo, si prevede l’incasso dopo il 16 maggio (data di scadenza del versamento dell’IVA relativa al primo trimestre);
  2. se la registrazione delle fatture di acquisto e vendite è comunque fondamentale ai fini dell’aggiornamento del bilancio, i documenti che è fondamentale acquisire in tempi strettissimi (soprattutto nel caso di liquidazione IVA mensile) sono gli estratti conto, per rilevare gli effettivi pagamenti e gli effettivi incassi;
  3. le fatture di vendita devono essere elaborate inserendo un apposito flag nel campo che comporterà la comparsa di questa dicitura “operazione con IVA per cassa-art.  32 bis D.L. 83/2012” o simile.

È fondamentale che il cliente abbia ben chiara la doverosità di questa indicazione.

Ed è comprensibile che questo argomento venga trattato a inizio anno, prima che il cliente proceda con l’emissione delle fatture, onde evitare di dovergli dire “caro cliente, devi stornare con nota di credito tutte le fatture già emesse e procedere con una nuova emissione”

  • L’opzione IVA per cassa vincola per un triennio.

Si tratta del regime che consente di tassare il reddito delle società direttamente in capo ai soci, indipendentemente dalla distribuzione degli utili.

Si tratta di una scelta importante, che non va lasciata al caso, ma va analizzata in modo puntuale e preciso con il socio che deve esporre, in modo dettagliato, la propria posizione personale per comprendere se questo regime è effettivamente utile e vantaggioso oppure rischia di essere un boomerang. Questo non è lo spazio adatto per approfondire tutte le considerazioni su questo argomento — altrimenti servirebbero cento pagine — ma ciò che conta davvero è avvisare il cliente di questa possibilità e prendere contatto rapidamente, all’inizio dell’anno, così da valutarla con attenzione entro la presentazione della dichiarazione dei redditi della società, tenendo presente che l’opzione vincola per tre anni.

Classica dicitura dei verbali.

Durante le assemblee, normalmente, non c’è un vario ed eventuale da affrontare.

Negli Studi, sí.

A gennaio bisogna prendere in mano la Legge di Bilancio appena approvata e verificare, punto per punto, cosa può essere di interesse dei clienti rendicontarli, prontamente, in modo che si possano organizzare qualora le faq operative prevedano un particolare iter burocratico.

Qualche esempio? Il super ammortamento, la cd “rottamazione”, ecc.

Gli esempi potrebbero essere molti, e molti di essi richiedono che i clienti siano pienamente consapevoli delle particolarità burocratiche, per evitare di perdere un bonus a causa di piccole anomalie o per poter scegliere in modo informato quando si presenta la necessità di optare tra più agevolazioni fiscali riferite al medesimo oggetto ma non cumulabili.

Allo stesso modo, è importante che il cliente possa valutare consapevolmente se investire liquidità per sfruttare un bonus oppure rinunciare, in modo strategico, per sviluppare altre opportunità.

Con questo breve articolo ho voluto mostrarti due aspetti.

Il primo è cosa un cliente si aspetta dal commercialista: aggiornamento e pareri personalizzati.

Il secondo è che le check list sono fondamentali.

Soprattutto a fine ed inizio anno, quando non bisogna assolutamente dimenticarsi di affrontare determinati argomenti con un cliente, solo perché l’argomento era già stato affrontato l’anno precedente (le situazioni e le esigenze cambiano…) o, peggio, perché se ne è parlato sí, ma con un altro cliente….

Anche questa volta, con questo articolo, spero di essere stato chiaro ed esplicativo e di averti tolto ogni dubbio circa il modo di procedere per ottenere il risultato migliore. 

Ed ora, come sempre, ti ricordo che collaborare con successo nel mio Studio richiede una combinazione di caratteristiche personali, conoscenze tecniche, motivazione, capacità di autogestione e grande capacità di collaborazione. 

Se pensi di avere queste caratteristiche, non esitare a propormi la tua collaborazione.

A questo punto desidero ricordarti che, nel mio Studio, anche chi non ha una formazione tecnica può collaborare con noi.

Per questo ti invito a candidarti: attività come la stesura di articoli — che richiedono impegno e attenzione, ma non una preparazione tecnica specialistica — possono comunque offrirti l’opportunità di entrare a far parte del team.

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A presto!

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